{"id":119,"date":"2020-10-01T14:07:43","date_gmt":"2020-10-01T12:07:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.museonitsch.org\/?post_type=tribe_events&#038;p=119"},"modified":"2020-10-13T12:43:32","modified_gmt":"2020-10-13T10:43:32","slug":"smashing-the-myth","status":"publish","type":"tribe_events","link":"https:\/\/www.museonitsch.org\/it\/evento\/smashing-the-myth\/","title":{"rendered":"SMASHING THE MYTH"},"content":{"rendered":"<h3>SMASHING THE MYTH<\/h3>\n<p lang=\"it-IT\">La performance art dalla Croazia<br \/>\n<span lang=\"it-IT\">a cura di Adriana Rispoli | Zvonimir Dobrovi\u0107<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">ARTISTI<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Igor Grubi\u0107<br \/>\nBruno Isakovi\u0107<br \/>\nSanja Ivekovi\u0107<br \/>\n<span lang=\"it-IT\">Si<\/span>ni\u0161a Labrovi\u0107<br \/>\nAlen Sinkauz &#8211; Nenad Sinkauz<br \/>\nSandra Sterle<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Venerdi\u2019 23 Novembre 2018<br \/>\n<\/span><span lang=\"it-IT\">Ore 16.00 \u2013 23.00<br \/>\n<\/span>Ingresso Libero<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">presso<\/p>\n<p lang=\"it-IT\">MUSEO HERMANN NITSCH<br \/>\nSCALA FILANGIERI<br \/>\nQUARTIERE INTELLIGENTE<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">AbbattereAbbattereAbbattere questo il fil rouge dei lavori in mostra e l\u2019intenzione dei suoi organizzatori. Con un\u2019accezione positiva,\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\">Smashing the Myth<\/span><span lang=\"it-IT\">\u00a0celebra la distruzione come atto semantico per la costruzione di nuove realt\u00e0, per il superamento dei limiti e delle categorizzazioni, e per l\u2019<\/span><span lang=\"it-IT\">abbattimento<\/span><span lang=\"it-IT\">\u00a0dei confini fisici ed identitari. La performance come espressione artistica preferenziale contiene in\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\">nuce<\/span><span lang=\"it-IT\">\u00a0le caratteristiche di dissolvimento del linguaggio e di osmosi tra le diverse forme d\u2019arte ed in questa occasione si presenta nelle sue innumerevoli accezioni: dall\u2019intervento nello spazio urbano al coinvolgimento diretto del corpo, dall\u2019azione simbolica alle sinestesie audio visive, trovando nei primi esperimenti di video performance nell\u2019Est Europa una sorta di battesimo generazionale.\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\">Smashing the myth<\/span><span lang=\"it-IT\">\u00a0presenta uno spaccato dell\u2019arte croata oggi in qualche modo iconoclasta e provocatoria che restituisce un\u2019immagine forte e combattiva di una generazione di artisti che se da un lato afferma con fierezza le proprie radici, dall\u2019altro reclama, a ragione, un\u2019idea dell\u2019arte libera dalla scure dell\u2019economia e dal predominio del capitale. Oltre al costante interrogarsi sul valore e il potere dell\u2019arte nella societ\u00e0, \u00e8 sempre presente il confronto diretto con la storia dell\u2019arte in senso lato: dall\u2019utopia russa dei primi del \u2018900 all\u2019amara ironia sul mercato dell\u2019arte contemporanea, passando per l\u2019azzeramento delle barriere tra arte e vita.<\/span><\/p>\n<h2 lang=\"it-IT\">PROGRAMMA<\/h2>\n<p><span lang=\"it-IT\"><strong>Dalle 16.00 alle 21.00<\/strong><\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span lang=\"en-GB\"><strong>Igor Grubi\u0107\u00a0<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\">|<\/span><span lang=\"en-GB\">\u00a0<\/span><span lang=\"en-GB\">Smash the Myth<\/span><\/li>\n<li><span lang=\"en-GB\"><strong>Bruno Isakovi\u0107\u00a0<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\">|\u00a0<\/span><span lang=\"en-GB\">Fade Into<\/span><\/li>\n<li><span lang=\"it-IT\"><strong>Sanja Ivekovi\u0107\u00a0<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\">|<\/span><span lang=\"it-IT\">\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\">Inter nos<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span lang=\"it-IT\"><strong>Dalle 19.00 alle 21.00<\/strong><\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span lang=\"it-IT\"><strong>Sini\u0161a Labrovi\u0107\u00a0<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\">|\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\">Artist Index<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p lang=\"it-IT\"><strong>SCALA FILANGIERI | QUARTIERE INTELLIGENTE<\/strong><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Scala Montesanto 3, Napoli<\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"><strong>Dalle 21.15 alle 21.30<\/strong><\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span lang=\"it-IT\"><strong>Sandra Sterle\u00a0<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\">|\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\">Visiting Reality<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p lang=\"it-IT\"><strong>QUARTIERE INTELLIGENTE<\/strong><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Scala Montesanto 3, Napoli<\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"><strong>Dalle 21.30 alle 22.30<\/strong><\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span lang=\"it-IT\"><strong>Alen Sinkauz e Nenad Sinkauz\u00a0<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\">|<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p lang=\"it-IT\"><strong>Ivan Marusic Klif<\/strong><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">performance audio visiva<\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"><strong>Igor Grubi\u0107:\u00a0<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\"><strong>Smash the Myth<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Fotografia e banner dall\u2019intervento nell\u2019ex Fabbrica Olivetti<\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong>MUSEO HERMANN NITSCH<\/strong><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong>Dalle 16.00 alle 21.00<\/strong><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Qualsiasi sia il medium scelto o la modalit\u00e0 di intervento fino ad includere lo stile personale di vita, Igor Grubic applica coerentemente una visione politica al suo modo di vivere e quindi di fare arte.\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\">Smash the Myth<\/span><span lang=\"it-IT\">\u00a0\u00e8 in qualche modo una tautologia con cui Grubic dichiara, parafrasando l\u2019ideologia radicale del poeta russo della rivoluzione Vladimir Mayakovsky, che l\u2019arte NON POLITICA non esiste perch\u00e9 qualunque espressione artistica, o anche il solo pensiero, non pu\u00f2 che essere un gesto politico e riflettere la responsabilit\u00e0 che l\u2019artista ha nei confronti della societ\u00e0. La sola scelta di esporsi ad un pubblico &#8211; e di scegliere a quale pubblico esporsi compreso quello del mero mercato dell\u2019arte &#8211; \u00e8 un atto politico. La serie\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\">Smash the Myth<\/span><span lang=\"it-IT\">\u00a0consiste in microinterventi negli spazi urbani in cui Grubic appone, in maniera temporanea e talvolta illegale, un banner in luoghi iconici di varie citt\u00e0. Iniziata a met\u00e0 anni \u201990 con il progetto Micro-Museum of Revolutionary Heritage la serie ha toccato diverse citt\u00e0 come Berlino, presso il Soviet War Memorial di Treptower Park e Dresda di fronte all\u2019Accademia di Belle Arti, e approda ora a Napoli nella mitica fabbrica Olivetti. Fondata nel 1955 su progetto dell\u2019architetto razionalista Luigi Cosenza, la ex Fabbrica Olivetti \u00e8 simbolo della visione umanistica di un industriale illuminato la cui missione imprenditoriale era direttamente collegata al benessere dei suoi lavoratori. Con un\u2019impostazione socialista ante litteram per l\u2019Italia, Adriano Olivetti, a Pozzuoli come nelle altre sedi italiane delle sue fabbriche, aveva voluto per i suoi dipendenti un luogo in simbiosi con la natura e dotato di tutti i servizi necessari convinto che il lavoro fosse strumento di riscatto sociale. All\u2019interno di questo piccolo eden dei lavoratori, Grubic ha scelto di apporre il suo \u201cmotto\u201d su quella che un tempo era stata la biblioteca, luogo per antonomasia per l\u2019arricchimento dello spirito.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Igor Grubi\u0107 (Zagabria, Croazia 1969) \u00e8 noto per il suo attivismo politico e morale e per le sue operazioni negli spazi pubblici, spesso nati in un\u2019atmosfera misteriosa di anonimato, che mirano a generare nuovi significati come la serie 366 Liberation Rituals (2008) o Black Peristyle (1998). Attivo dagli anni 90 il suo lavoro include performance, fotografia e video e dal 2000 inizia a lavorare anche come produttore di film. I suoi lavori sono stati esposti in numerose rassegne ed istituzioni internazionali tra cui Manifesta 4 (Frankfurt); Tirana Biennial 2; 11.Istanbul Biennial; 4.Fotofestival (Mannheim); Manifesta 9 (Genk); Gwangju Biennale 20th Anniversary Special Project; &#8216;East Side Stories&#8217; Palais de Tokyo (Paris); Thessaloniki biennale 5- Ident-alter-ity; \u2018The Value of Freedom\u2019, Belvedere 21 (Vienna); &#8216;Zero Tolerance&#8217;, Moma PS1 (NY). In Italia tra le altre ha partecipato a Present Future ad Artissima nel 2001 e alle mostre Il Piedistallo vuoto e Gradi di Libert\u00e0 al Museo Civico Archeologico e al Mambo di Bologna nel 2014 e nel 2015. Nel 2016 \u00e8 stato ospite del Quartiere Intelligente con la proiezione del film Monument.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Rappresenter\u00e0 la Croazia alla prossima 58\u00b0 Biennale di Venezia.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span lang=\"en-GB\"><strong>Bruno Isakovi\u0107:\u00a0<\/strong><\/span><span lang=\"en-GB\"><strong>Fade Into<\/strong><\/span><\/p>\n<p lang=\"en-GB\"><strong>MUSEO HERMANN NITSCH<\/strong><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong>Dalle 16.00 alle 21.00<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Fade Into<\/span><span lang=\"it-IT\">\u00a0\u00e8 una performance di lunga durata concepita in relazione diretta con collezioni permanenti in musei e gallerie. L&#8217;artista sceglie un&#8217;opera d&#8217;arte e inscena una\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\">live installation<\/span><span lang=\"it-IT\">\u00a0relativa al suo valore politico ed artistico. Durante le cinque ore di performance, un insieme di interpretazioni e connotazioni dell\u2019opera scelta diventano la \u201ctela\u201d sulla quale il performer proietta la sua voce e il suo corpo.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Elementi costitutivi della performance sono riferimenti testuali che esaminano nello specifico il\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\">medium\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\">dell&#8217;opera, il suo contesto, il contenuto, lo sfondo storico e le sue particolarit\u00e0. Leggendo queste tracce e offrendole al pubblico, l&#8217;artista riempie lo spazio con prospettive intangibili e aspetti corporei, in stretta relazione con l&#8217;opera selezionata ed il suo immediato contesto. I contorni fisici e i confini tra il corporeo e l&#8217;intangibile diventano gradualmente sfocati mentre il corpo del performer si fonde in un colore che, infine, domina lo spazio. Questo avviene attraverso lenti, minuziosi movimenti ripetitivi con i quali l&#8217;artista dipinge il suo intero corpo fino al dissolversi degli stessi movimenti, lasciando lo spettatore davanti all&#8217;immobilit\u00e0 scultorea del performer. L&#8217;incarnazione di tutti i significati accennati ed espressi emerge come un&#8217;installazione dal vivo che offre un cambio di paradigma ai visitatori in relazione a uno spazio e un&#8217;opera d&#8217;arte particolari in un museo.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">La performance\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\">Fade Into<\/span><span lang=\"it-IT\">\u00a0\u00e8 stata realizzata al Reina Sofia di Madrid, al MAMBO di Bologna, Museo d&#8217;Arte Contemporanea di Zagabria e alla Glucksmann Gallery a Dublino, usando sempre un&#8217;opera diversa come punto di riferimento.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"><strong>Bruno Isakovi\u0107<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\">\u00a0\u00e8 un performer e coreografo residente a Zagabria. Laureato nel 2009 in danza contemporanea alla Amsterdam School of the Arts, dal 2011 al 2015 \u00e8 stato membro del Contemporary Dance Studio, la pi\u00f9 antica compagnia di danza contemporanea croata. \u00c8 anche fondatore e direttore artistico del Sounded Bodies Festival di Zagabria dedicato all&#8217;esplorazione delle relazioni tra voce e movimento, suono e corpo.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Isakovi\u0107 conduce regolarmente workshop e insegna lezioni di danza (Bilgi Universit\u00e0 delle arti performative &#8211; Istanbul, Dipartimento di danza contemporanea all&#8217;Accademia d&#8217;Arte Drammatica &#8211; Zagabria, TSEKH Summer School &#8211; Mosca, ecc.).<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Ha vinto numerose borse di studio tra cui il Jury Award e il Best Solo Dance al Solo Dance International Festival di Budapest, e il Premio Nazionale Croato 2016 come miglior coreografo per lo spettacolo \u201cDenuded\u201d.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"><strong>Sanja Ivekovi\u0107:\u00a0<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\"><strong>Inter nos<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\"><strong>\u00a0(1978)<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Video, 60 minuti, bianco e nero, suono<\/span><\/p>\n<p>Courtesy MSU, Zagreb<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong>MUSEO HERMANN NITSCH<\/strong><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong>Dalle 16.00 alle 21.00<\/strong><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Uno dei primi lavori di Sanja Ivekovi\u0107, il primo in assoluto in cui fa uso della registrazione nella performance con videocamere,\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\">Inter nos<\/span><span lang=\"it-IT\">, enfatizza l&#8217;interazione instaurata tecnicamente con il pubblico. L\u2019opera partecipativa consisteva in due stanze collegate da due circuiti televisivi chiusi, senza un collegamento audio, e uno spazio d&#8217;ingresso dove avveniva una trasmissione diretta per il pubblico. &#8220;Durante l&#8217;intera azione, io sono chiusa in una stanza, quindi invisibile al pubblico. I visitatori entrano uno alla volta nella seconda stanza. Tra di noi si sviluppa un dialogo mentre interferisco con l&#8217;immagine sullo schermo del visitatore provocando una sua particolare reazione. Contemporaneamente, il resto del pubblico riceve l&#8217;immagine dello stesso partecipante.&#8221;(Sanja Ivekovi\u0107)<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">L\u2019indagine sulle forme di relazione tra artista e pubblico, l&#8217;angolo di visione e l&#8217;interazione tra oggetto e osservatore sono alla base della ricerca artistica di Sanja Ivekovic.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Fin dalla sua prima apparizione nel contesto della &#8220;New Art Practice&#8221; in Jugoslavia nei primi anni &#8217;70,\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\"><strong>Sanja Ivekovi\u0107<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\">\u00a0(nata nel 1949 a Zagabria) esplora la costruzione di immagini mediatiche per rivelare e sovvertire le forme di potere che esse nascondono ed usarle poi per i propri scopi. Il suo impegno femminista &#8211; legato principalmente all\u2019immagine della donna a alla sua critica mediatica &#8211; si \u00e8 esteso nel tempo ad un&#8217;analisi delle condizioni istituzionali e dei rituali del mondo dell&#8217;arte. Ivekovi\u0107 \u00e8 stata tra i primi artisti in Jugoslavia a combinare performance e video arte e a coinvolgere attivamente il pubblico in forma di presenza e assenza reali. Negli anni &#8217;90 il suo lavoro diventa pi\u00f9 politicamente orientato, avviando importanti progetti come attivista politica. Ivekovi\u0107 ha esposto in numerose mostre internazionali, tra cui le tre pi\u00f9 recenti Documenta a Kassel, Tate London e MOMA New York.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"><strong>Sini\u0161a Labrovi\u0107:\u00a0<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\"><strong>Artist Index<\/strong><\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong>MUSEO HERMANN NITSCH<\/strong><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"><strong>Dalle 19.00 alle 21.00<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Basata sulla discussione in corso sui sistemi del mercato e del marketing dell&#8217;arte, questa performance si inserisce al momento giusto in un dibattito attivo da molto tempo sui MITI costruiti dal mercato dell&#8217;arte che oggi tocca l\u2019acme arrivando a mettere all&#8217;asta un\u2019opera, farla a pezzi sotto lo stupore di tutti e immediatamente rivalutarla con un doppio valore. \u00c8 questo l&#8217;elemento sorprendente, persino creativo, del mercato dell\u2019arte, la sua aleatoriet\u00e0. Pertanto, ormai la\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\">condizio sine qua non<\/span><span lang=\"it-IT\">\u00a0per la sopravvivenza e il successo nella scena contemporanea di un artista passa esclusivamente per il mercato attraverso il lavoro del gallerista. Un artista \u00e8 tale solo se \u00e8 \u201crappresentato\u201d, e se il proprio lavoro \u00e8 offerto in vendita in una delle importanti fiere d&#8217;arte internazionali. La performance celebra coloro che ce l&#8217;hanno fatta, quelli che hanno un nome, quelli che sono\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\">indicizzati<\/span><span lang=\"it-IT\">. Allo stesso tempo, rimpiange coloro che sono rimasti indietro e che formano il mare magnum degli anonimi, degli sconosciuti\u2026 ma il dispiacere per chi \u00e8 rimasto indietro si mescola con lacrime di invidia.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"><strong>Sini\u0161a Labrovi\u0107<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\">\u00a0\u00e8 un artista multimediale originario di Sinj, una piccola citt\u00e0 della Croazia. La sua comparsa nel panorama artistico croato negli anni 2000 \u00e8 stata a dir poco esplosiva. Sin dall&#8217;inizio ha stimolato l&#8217;immaginazione del pubblico, dei media e dell&#8217;intera comunit\u00e0 artistica in Croazia attraverso un lavoro che, nella sua semplicit\u00e0, pu\u00f2 essere descritto come politico, crudo, umoristico e brillante, ma soprattutto sempre audace e diretto. Le sue performance hanno affrontato e confrontato temi scottanti della pedofilia, della corruzione, dell&#8217;abuso di potere politico o della mitologia del nazionalismo, cos\u00ec come genuine questioni filosofiche sull\u2019essere, sul senso dell\u2019esperienza umana o sulla responsabilit\u00e0 sociale. Nel 2005 ha attirato l&#8217;attenzione dei media mondiali (Reuters, BBC, Ansa, New York Post, The Guardian, The New York Times, NBC, ABC) con il lavoro &#8220;Flock.org&#8221; in cui i veri concorrenti in un\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\">reality show\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\">erano delle pecore. Sue opere sono in collezione al Museo d\u2019Arte Contemporanea di Zagabria, alla Galleria di Belle Arti di Spalato, al Museo di Arte Moderna di Dubrovnik e fanno parte di numerose collezioni private. Nel 2009 espone all&#8217;11\u00b0 Biennale di Istanbul e nel 2012 rappresenta la Croazia alla 13\u00b0 Biennale di Architettura di Venezia, intitolata\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\">Common Ground<\/span><span lang=\"it-IT\">, insieme a Pula Group, Hrvoslava Brku\u0161i\u0107, Igor Bezinovi\u0107 e Boris Cvjetanovi\u0107.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"><strong>Sandra Sterle:\u00a0<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\"><strong>Visiting Reality<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"><strong>SCALA FILANGIERI | QUARTIERE INTELLIGENTE<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"><strong>Dalle 21.15 alle 21.30<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Iniziato a Belgrado nel 2012 e proseguito a Parigi nello stesso anno, il progetto\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\">Visiting Reality\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\">si basa sull\u2019idea che l&#8217;identit\u00e0 nazionale coincida con il MITO su cui si costruisce il mondo contemporaneo a tal punto che i popoli iniziano a credere che quest&#8217;identit\u00e0, sia l&#8217;essenza del loro essere. Siamo tutti consapevoli del fatto che la storia \u00e8 pi\u00f9 complessa e che il fatto che ci identifichiamo con un certo popolo solo in base ai meri i confini geografici sia un semplice eufemismo. Con la sua carriera da artista, Sterle ambiva ad espandere la sua coscienza sulla complessit\u00e0 del s\u00e9 e del mondo contemporaneo ed invece constata nel presente solo il senso di decadimento che permea l&#8217;ambiente sociale e politico in cui vive. La performance mette a confronto la mitologia nazionale di due paesi utilizzando come dispositivo artistico i kitsch souvenir turistici che in fin dei conti si rivelano piuttosto simili qualitativamente ed esteticamente. Fracassandoli al cospetto del pubblico e ridotti in polvere, formano una sorta di realt\u00e0 astratta. Si \u00e8 finalmente cos\u00ec in grado di iniziare a &#8220;leggere&#8221; oltre il &#8220;materiale&#8221; mentre ci si avvicina alla complessit\u00e0 di cui sono fatte le nostre vite. L\u2019artista usa l\u2019atto della distruzione come metodo di creazione mettendo sotto esame due forze opposte.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"><strong>Sandra Sterle<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\">\u00a0\u00e8 originaria di Spalato e usa diversi linguaggi artistici quali film, installazione, fotografia e performance. \u00c8 docente di\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\">performance art<\/span><span lang=\"it-IT\">\u00a0e video all&#8217;Accademia d&#8217;Arte di Spalato in Croazia. Si \u00e8 diplomata presso il Dipartimento di Scultura dell&#8217;Accademia di Arti Visive di Zagabria e ha proseguito i suoi studi presso il Dipartimento di Cinema e Video della Kunstakademie di D\u00fcsseldorf, 1995-96 (con il professor Nan Hoover). Le sue opere sono state presentate in numerose istituzioni artistiche internazionali: Museo d&#8217;Arte Contemporanea, Zagabria; Kunsthalle Fridericanum, Kassel; Museo Ludwig, Aachen; Museo d&#8217;Arte Moderna, Arnhem; Gate Foundation, Amsterdam; W139 Gallery, Amsterdam; Museo de Arte &amp; amp; Disegno Contemporaneo, Costa Rica; Museo Nazionale Centro d&#8217;Arte Reina Sofia, Madrid; Instytut Sztuki Wyspa, Gdansk; Accademia di Berlino, Berlino; Museet per Samtidskunst, Roskilde; Fundacio Antoni Tapies, Barcellona; Location 1 Gallery di New York; Artist Space, New York; ecc. Le sue opere fanno parte di diversi archivi pubblici e collezioni tra cui MMSU, Fiume; Galleria d&#8217;Arte a Spalato e di collezioni private.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"><strong>Alen Sinkauz e Nenad Sinkauz<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Video by<\/span><span lang=\"it-IT\"><strong>\u00a0Ivan Marusic Klif<\/strong><\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Performance audio visiva<\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"><strong>SCALA FILANGIERI | QUARTIERE INTELLIGENTE<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"><strong>Dalle 21.30 alle 22.30<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Lo stile performativo di Alen e Nenad Sinkauz attira immediatamente il pubblico con un\u2019abile tecnica d&#8217;improvvisazione, frutto in realt\u00e0 di un preciso processo per creare istantaneamente composizioni inaspettate. Gli elementi sonori e visivi dei loro concerti sono ulteriormente definiti dall&#8217;architettura e dalle caratteristiche acustiche dello spazio in cui giocano, condizionando l&#8217;esito di ogni esibizione. Grazie ad una complessa elaborazione delle principali fonti di suono come chitarre, bassi, oggetti di varia natura, microfoni e pick-up, oltre alla &#8220;field recording&#8221;, il sistema di amplificazione e la qualit\u00e0 di risonanza dello spazio diventano una parte significativa del quadro sonoro finale. Questa performance \u00e8 una sinergia tra tutti gli elementi che sono riuniti non solo sul palco ma ovunque nello spazio. Il materiale musicale che viene creato da questo continuo accumulo e aggiornamento di suoni rimanda all\u2019industrial, alla techno e al\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\">noise<\/span><span lang=\"it-IT\">, ma allo stesso tempo resta avvolto in un&#8217;atmosfera astratta che nel tempo assume forme semplici e sempre diverse. La performance gioca sul potere sinestetico del suono, da un lato appagando la fiducia nel riconoscimento e dall\u2019altro introducendoci pi\u00f9 in profondit\u00e0 nella struttura stessa del suono.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"><strong>Alen Sinkauz<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\">\u00a0e\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\"><strong>Nenad Sinkauz<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\">, originari di Pola, Istria, sono laureati e poi specializzati in studi di filologia musicale ed etnomusicologia a Padova. Come compositori e interpreti, negli ultimi 20 anni hanno preso parte a vari progetti musicali, teatrali, di danza contemporanea, multidisciplinari, radiofonici, sonori e cinematografici. Il loro lavoro artistico, soprattutto dal vivo, \u00e8 principalmente orientato all&#8217;esplorazione di forme musicali non convenzionali, musica improvvisata e creativa.<\/span><\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Hanno composto la colonna sonora per l&#8217;acclamato lungometraggio\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\">Zvizdan \/ The High Sun<\/span><span lang=\"it-IT\">\u00a0di Dalibor Matani\u0107 (Il premio della giuria\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\">&#8220;Un certain regard&#8221;<\/span><span lang=\"it-IT\">\u00a0al Festival di Cannes 2015) e per il film croato-norvegese\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\">Goran<\/span><span lang=\"it-IT\">\u00a0diretto da Nevio Marasovi\u0107 (Golden Arena premio per la migliore colonna sonora al Pula Film Festival, 2017). Negli ultimi due anni composto colonne sonore di numerosi film croati e internazionali, tra cui i cortometraggi d\u2019animazione\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\">&#8220;Technement&#8221;<\/span><span lang=\"it-IT\">\u00a0di Branko Farac e\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\">&#8220;Kako se kalio \u010delik\/Come si temperava l&#8217;acciaio&#8221;<\/span><span lang=\"it-IT\">\u00a0di Igor Grubi\u0107. Nel 2002 i fratelli Sinkauz fondano una band,\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\">East Rodeo<\/span><span lang=\"it-IT\">, coinvolgendo un gruppo internazionale di musicisti jazz e rock che mettono insieme musica avant-rock, elettronica,\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\">noise<\/span><span lang=\"it-IT\">\u00a0e improvvisata, pubblicando tre album con musicisti di fama internazionale come Marc Ribot, Greg Cohen e Warren Ellis. Nel 2010 i fratelli Sinkauz hanno fondato il festival internazionale di musica sperimentale e improvvisata a Pola, chiamato\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\"><strong>Audioart<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\">.\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\">Hanno suonato e presentato le loro opere in innumerevoli festival, gallerie, club e svariati luoghi negli Stati Uniti, in Europa e in Giappone.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong>Evento organizzato da<br \/>\n<\/strong><span lang=\"it-IT\"><strong>Quartiere Intelligente\u00a0<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\">e\u00a0<\/span><span lang=\"it-IT\"><strong>Domino Project\u00a0<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\">in collaborazione con<\/span><span lang=\"it-IT\"><strong>\u00a0Museo Hermann Nitsch<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\"><strong>e con il supporto di<br \/>\n<\/strong><\/span><span lang=\"it-IT\"><strong>Ministero della Cultura della Repubblica di Croazia<\/strong><\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong>Si ringraziano per la collaborazione<br \/>\n<\/strong><span lang=\"it-IT\">DeA Capital per il Consorzio Ex Olivetti di Pozzuoli<br \/>\n<\/span><span lang=\"it-IT\">Ciro Esposito<br \/>\n<\/span>Alessandra Gigante<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p lang=\"en-GB\"><strong>Smashing the Myth<br \/>\n<\/strong><strong>La performance art dalla Croazia<br \/>\n<\/strong><span lang=\"it-IT\"><strong>a cura di Adriana Rispoli | Zvonimir Dobrovi\u0107<\/strong><\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong>Venerdi\u2019 23 Novembre 2018 <\/strong><strong>Ore 16.00 \u2013 23.00<\/strong><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong>Ingresso libero<\/strong><\/p>\n<p lang=\"it-IT\"><strong>Quartiere Intelligente<\/strong><\/p>\n<p lang=\"it-IT\">Scala Montesanto 3, Napoli<\/p>\n<p><span lang=\"it-IT\">Tel.<\/span><span lang=\"it-IT\">\u00a0+39 081 0661371\/+39 327 040 7003<\/span><\/p>\n<p lang=\"en-GB\"><a href=\"https:\/\/quartiereintelligente.it\/napoli\/\">https:\/\/quartiereintelligente.it\/napoli\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SMASHING THE MYTH La performance art dalla Croazia a cura di Adriana Rispoli | Zvonimir Dobrovi\u0107 ARTISTI Igor Grubi\u0107 Bruno Isakovi\u0107 Sanja Ivekovi\u0107 Sini\u0161a Labrovi\u0107 Alen Sinkauz &#8211; Nenad Sinkauz<a class=\"excerpt-read-more\" href=\"https:\/\/www.museonitsch.org\/it\/evento\/smashing-the-myth\/\" title=\"ReadSMASHING THE MYTH\">&#8230; Read more &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":124,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"_tribe_events_status":"","_tribe_events_status_reason":"","footnotes":""},"tags":[],"tribe_events_cat":[],"class_list":["post-119","tribe_events","type-tribe_events","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.museonitsch.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tribe_events\/119","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.museonitsch.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tribe_events"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.museonitsch.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/tribe_events"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museonitsch.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.museonitsch.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tribe_events\/119\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":123,"href":"https:\/\/www.museonitsch.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tribe_events\/119\/revisions\/123"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museonitsch.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/124"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.museonitsch.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=119"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museonitsch.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=119"},{"taxonomy":"tribe_events_cat","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museonitsch.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tribe_events_cat?post=119"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}